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Ricordi

25 Agosto 2021


Conservo il nome e il ricordo illudendomi di rivedere nelle pagine che ho scritto quello che dovevo rispondere e non dissi.
Da alcuni segni dubito che quello che ho scritto sia veramente accaduto.
Era stato allora come inoltrarsi in un vicolo nel momento in cui si percepisce un suono purissimo e il sangue si ferma e decide di scorrere in senso inverso.
Ora so che questo non avrei potuto descriverlo.
Se un tenue labile suono sale dalle labbra agli occhi, quale specchio abbiamo per fissare con parole quello che vediamo?
Quando questo accade è come se quel sorriso non sia mai esistito.
Le parole dovrebbero morire se non ci soccorrono, sono solo un soffio di vento che porta foglie cadute da un albero dove non dovrebbero essere portate.
Chi sa il nome vero?
A che servono i ricordi?
In un deserto si può andare avanti e indietro all’infinito e restare sempre allo stesso punto.
Così accade per quelle pagine sempre pronte a non saper descrivere veramente la vita.

Zaccaria Gallo

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